Racconti gialli in tre minuti



In occasione della decima edizione del festival di narrativa poliziesca La passione per il delitto - dal 25 settembre al ottobre 2011 - in collaborazione con la libreria Area Libri di Seregno, è stata organizzata la seconda edizione del CRIME STORY SLAM: una gara di brevi racconti, in cui una giuria ha selezionato 15 finalisti tra tutti i racconti partecipanti. Domenica 9 ottobre, gli autori si sono sfidati sul palco leggendo i loro racconti, fino alla proclamazione del vincitore assoluto determinato dai voti della giuria in sala.

domenica 16 ottobre 2011

Donato Panico - Lost in Bangkok

Se avete intenzione di partire per la Terra dei Sorrisi, navigando sul web potrebbe capitarvi di leggere sul sito di una compagnia investigativa privata la seguente frase:
<<Ogni anno, in Thailandia, centinaia di turisti “spariscono” misteriosamente. Senza lasciare nessuna traccia. Perché è così semplice “sparire”? Turismo sessuale, stimoli imprenditoriali, ma anche droga, criminalità, animali pericolosi e malattie mortali. E molto altro.>>
Thailandesi! Timorati di Dio, o meglio di Buddha. Gentili, tradizionalisti e convinti sostenitori del “salvafaccia”: alzare la voce è per loro sgradevole e potenzialmente pericoloso. Se “perdono la faccia” possono ritenersi offesi e reagire in modo estremo.

Bangkok, la Venezia d’Oriente, è una città che disorienta per il suo caos urbanistico-rurale. Umidità elevatissima, sole tropicale, improvvisi acquazzoni e strade allagate. Gigantesco organismo rapido a fagocitare, digerire ed espellere qualsiasi cosa.
Un tipico “soi” di Bangkok, è una tenebrosa stradina larga poco più di un metro. Entrandovi perderete la certezza di uscirne. Camminerete stretti fra due file interminabili di bancarelle colme di dentiere in plastica, amuleti, strani frutti e pesci sventrati, insetti fritti e anziane pronte a strattonarvi per il braccio ungendolo con del balsamo di tigre. E dozzine d’occhi truffaldini vi osserveranno bramosi. Il tutto amalgamato in un olezzo impossibile da schivare.
E le molte vie della Città Vecchia, poco distanti dal Grand Palace, densamente popolate da senzatetto alloggiati in baracche costruite sui marciapiedi. Decine di uomini affaccendati nelle attività più strane: raccogliere erbacce dai canali del Chao Phraya, bollire strani intrugli per strada, o ancora sorbire con le mani brodini arancioni da un sacchettino di plastica seduti per terra! O le donne, che di giorno vendono frutta, mentre dalle sette di sera “aspettano” sui marciapiedi altro tipo clienti, abili venditrici di se stesse.

Persino prendere un taxi può essere frustrante. E qualche volta pericoloso.
Un cenno con la mano e l’auto si accosta abbassando il finestrino: “Sa-wàt-dee-kràp”! E salendo chiederemo “Meter, gà-rù-nah”. Con gentilezza. Richiediamo il tassametro, attivato controvoglia solo dopo ripetute esortazioni poiché, come su ogni altra cosa, preferiscono contrattare il prezzo. Per chiarire meglio la destinazione possiamo mostrare al tassista una mappa, ma non conoscono l’alfabeto latino. E se fosse in caratteri thai vi capiterà che, l’autista di turno guardandola, accenni con la mano a problemi indicandosi gli occhi: conviene così sperare che questi rientri nella consistente percentuale di analfabeti, piuttosto che in quella dei non vedenti! E la foto sulla licenza esposta nel taxi? Raramente corrisponde al conducente. Vi capiterà il tassista in cocaina: lanciato, clacsonerà ad ogni incrocio pronunciando al contrario il nome del vostro hotel! O il tassista muscoloso, che anziché portarvi al locale richiesto, insiste per portarvi in alcuni malfamati locali a Pat Phong.

Purtroppo tre minuti non sono sufficienti per spiegare cosa è successo a me. O forse conviene che non ve lo racconti. Vi basti sapere che vi scrivo dalla Terra dei Sorrisi, sperando che arrivi presto un buon avvocato.

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