Racconti gialli in tre minuti



In occasione della decima edizione del festival di narrativa poliziesca La passione per il delitto - dal 25 settembre al ottobre 2011 - in collaborazione con la libreria Area Libri di Seregno, è stata organizzata la seconda edizione del CRIME STORY SLAM: una gara di brevi racconti, in cui una giuria ha selezionato 15 finalisti tra tutti i racconti partecipanti. Domenica 9 ottobre, gli autori si sono sfidati sul palco leggendo i loro racconti, fino alla proclamazione del vincitore assoluto determinato dai voti della giuria in sala.

domenica 16 ottobre 2011

Ivan Bavuso - In morte dell'amico autore


Scrivevo perché era il solo modo per sentire che c'ero anch'io nel mondo. Ma non è stato sufficiente, e alla fine ho fatto quello che ho fatto nonostante tutto. Nonostante tutto ho ucciso  perché lui scriveva meglio di me, ed io non potevo tollerarlo. Lui Mozart ed io Salieri, lui un genio ed io un mediocre scriba. L'ho ucciso e nessuno ha mai saputo come in realtà fossero andate le cose. Lui morto e sepolto, ed io vivo e vegeto, e ricco.
Dopo averlo fatto fuori ho rubato tutti i suoi manoscritti, i suoi versi, i suoi aforismi. Gli ho preso ogni cosa e l'ho pubblicata a mio nome. Io non scrivo più, tutto ciò che pubblico l’ha scritto lui prima di morire.

Lui era molto giovane ed era di una fertilità creativa incredibile. Scriveva esattamente ciò che aveva in testa  e non aveva bisogno di tornarci sopra. Non rimaneggiava le carte che aveva compilato, non cambiava una riga. Quello che scriveva era perfetto fin dall'inizio, né una parola in più del né una di meno.

Gli ho spaccato la testa con il cric dell'automobile. Il cric l'ho fatto sparire, mentre il suo corpo l'ho fatto precipitare da un ponte che c'è dalle mie parti. Ha fatto un volo di venti metri, ha battuto la testa sui sassi e le ferite sono risultate subito compatibili con la caduta. Un buon investigatore avrebbe notato che sul luogo del suicidio c'era troppo poco sangue, ma l'inquirente che ha seguito le indagini non ha registrato l'anomalia. Lo stesso magistrato, forse, convinto che nessun delitto fosse stato compiuto, ha archiviato il caso. Quello del sangue poteva essere un indizio: un corpo che si sfracella al suolo, da vivo, da quell’altezza, e batte la testa, sprizza ciò che ha nelle arterie ovunque. E' un fatto idraulico, un discorso di pressione. E invece niente nessuno ha dato peso al particolare. 

Ovviamente al suo funerale ho versato fiumi di lacrime, nessuno ha mai sospettato nulla. E poi, all'epoca, non ci conosceva quasi nessuno. A chi potevano interessare le ragioni per le quali, una giovane promessa dell'intelighenzia locale, avesse deciso di farla finita?


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